Chikuma-Angola

Titolo del Progetto: PROGETTO CHIKUMA

Progetto di lotta contro endemie ed epidemie umane, igiene e sanità – salvaguardia e protezione dell'ambiente - infrastruttura economica, sociale e socioculturale, (in particolare nel settore sociosanitario, nell'edilizia e nell'approvvigionamento  idrico);
Luogo di intervento
Missione Cattolica di Chikuma “Madonna Della Purificazione”  - Diocesi di Benguela - Località di Kapusso - Angola - Africa
Soggetto proponente: CONSULTA PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO PER LA PROTEZIONE CIVILE
PROVINCIA DI MODENA

Sede legale a MODENA -  CAP 41100  - Via JACOPO BAROZZI,  340 (presso Assessorato all'Ambiente, Difesa del Suolo, Protezione Civile e Politiche Faunistiche della Provincia di Modena)
- Tel 059.200230 -  Fax  059.200231- 200242  - e-mail consulta.prociv@provincia.modena.it

  • Presidente: Claudio Gatti
  • Responsabile Progetto: Valter Sacchetto
  • Referente del Progetto in Angola: Padre Josè Adriano Ukwatchali – Superiore della Missione di Chikuma
  • Coordinatore di Progetto: Rita Malavolta


La Consulta Provinciale del Volontariato di Protezione Civile Provincia di Modena è costituita da 32 Associazioni attive in ambito di Previsione – Prevenzione – Soccorso in Ambiti di Protezione Civile – Diffusione dei Principi di Solidarietà Umana, Civile e Sociale per la Protezione della Pubblica Incolumità e dell’Ambiente – Interventi e Soccorso in campo Nazionale ed Internazionale – Assistenza alle Popolazioni colpite da calamità – Cooperazione Internazionale.
Partner del Progetto

- In Angola:
- Diocesi di Benguela – Dom Eugenio dal Corso - Vescovo della Regione di Benguela
- In Italia
- Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Master in Disabilità;
- Associazione WITH You onlus;
- Coordinamento delle Associazioni di Volontariato per la Cooperazione Internazionale della Provincia di Modena;

 


Contesto

L’Angola è oggi un paese ridotto allo stremo, dove la sopravvivenza e lo sviluppo dei bambini rimangono un nodo drammatico, specchio del livello di estrema povertà in cui versa la popolazione civile:

* 3° Paese al mondo  per mortalità infantile sotto i 5 anni;
* 250 bambini ogni 1.000 nati vivi, non raggiungono il quinto anno di vita;
* il 70% dei bambini non sono ancora vaccinati;
* il 45% sono malnutriti;
* il 54% (l’80% nelle aree rurali) non hanno accesso all’acqua potabile;
* l’80% non sono mai andati a scuola;
* muoiono ogni anno oltre 181.000 bambini;
* la speranza di vita media non supera i 45 anni;
* l’elevata mortalità materna non ha stime ufficiali;
* la popolazione vive con poco più di un dollaro al giorno


L'Angola è una Repubblica presidenziale dell'Africa Centrale. L'attuale presidente è José Eduardo dos Santos. Confina a nord e a est con la Repubblica Democratica del Congo, ad est  con  lo Zambia, a sud con la Namibia e a ovest con l’Oceano Atlantico..

L'Angola è diviso in 18 province e comprende l'exclave di Cabina (ex-Congo Portoghese). La capitale è Luanda.


L’Angola occupa la 164a posizione dell’Indice sullo Sviluppo Umano, calcolato annualmente dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP/PNUD). Sebbene il Paese potenzialmente potrebbe essere uno dei più ricchi del continente africano, grazie alla presenza sul suo territorio di giacimenti di petrolio e diamanti, la popolazione locale è tra le più povere del mondo. Circa 12 milioni di persone vivono su un territorio in cui vi sono più mine che persone (15 milioni di mine; oltre 70.000 vittime e un amputato ogni 334 abitanti). L’aspettativa di vita alla nascita è di 45 anni e la mortalità infantile è tra le più alte dell’Africa.

Sempre secondo le statistiche UNDP/PNUD, 250 bambini ogni 1000 nascite non raggiungono i cinque anni età dato che il 20% dei bambini non ha accesso a nessun tipo di alimentazione e non ha mezzi per difendersi dalla malaria.


L’Angola è un paese quattro volte più grande dell’Italia, con un sottosuolo ricco di oro, diamanti, uranio, bauxite, fosfati, petrolio, ottocentomila barili di petrolio al giorno, che fanno dell’Angola il secondo produttore di greggio del continente, secondo solo alla Nigeria. Sopra, invece, la miseria più nera; 100.000 mila angolani che muoiono di fame, altri 80.000 vaporizzati o mutilati dalle mine antiuomo e anticarro. 


L’intera zona di Chikuma (vasta circa 50 kmq), nella quale vivono più di 40.000 persone, è rimasta per quasi tre decenni sotto il totale controllo dell’Unita, esercito ribelle opposto alle forze marxiste del Governo. Il conflitto, combattuto senza risparmiare la popolazione civile, è terminato nell’aprile 2002 con la firma di un accordo di pace tra le due fazioni. Al contrario di precedenti accordi, infranti dopo pochi mesi, la pace sembra ora stabile, ma la situazione di povertà della popolazione civile è ancora lontana dall’essere risolta. Al problema dell’esistenza di un numero pressoché incalcolabile di orfani di guerra si aggiunge la mancanza quasi totale di strutture di accoglienza e di educazione per i piccoli e il dramma dell’inagibilità della maggior parte dei campi coltivabili a causa delle mine anti-uomo disseminate ovunque. Ciò rende impossibile a moltissime famiglie di rientrare nelle proprie comunità di origine dalle quali erano state costrette a scappare durante le azioni belliche.


Questo problema e’ ancora ben presente a Chikuma, la cui terra, seppure assai fertile, risente molto dalle conseguenze della guerra.


Durante il conflitto, l’area di Ganda  è stata sotto il controllo dei ribelli: ciò significa che gli adolescenti e i giovani di oggi sono stati i bambini soldato di ieri. Le varie fazioni si sono infatti servite per le loro azioni di guerra di bambini armati come soldati, compromessi anche loro nelle violenze e di conseguenza nelle vendette. Ora che è finita la guerra sono disorientati, facile preda di ulteriori inganni e soprusi. L’ eredità psicologica e materiale della guerra è pesante, mancano scuole e ospedali, i campi sono stati abbandonati e minati. La località di di Kapusso fa parte del distretto di Chikuma nel quale si contano più di 150 villaggi  con circa 40.000 abitanti, una zona durata la guerra interamente controllata delle truppe ribelli che hanno distrutto qualsiasi cosa che si trovava sul loro cammino, una zona estesa nella savana africana, isolata e priva di strutture sanitarie .

 

In Angola l’istruzione primaria universale è un obiettivo ancora lontano da raggiungere. La lunga guerra civile che ha devastato il paese ha gettato il sistema scolastico angolano nella confusione e nella disorganizzazione più complete. Secondo l’Indagine campione a indicatori multipli realizzata dall’UNICEF, appena il 56% dei bambini in età scolare frequenta il primo livello delle scuole primarie (dalla 1a alla 4a). La qualità dell’insegnamento è generalmente bassa, per la scarsa formazione professionale degli insegnanti, la cronica mancanza di materiale didattico e l’inadeguatezza delle strutture scolastiche. Le scuole dotate di impianti idrici e di servizi igienici sono poche e nei programmi scolastici l’educazione sanitaria è pressoché inesistente. Per raggiungere l’obiettivo dell’istruzione primaria universale entro il 2015 il numero dei bambini iscritti alla scuola di base deve crescere da 2,1 milioni circa a 5 milioni.


Altamente diffuse e principali cause di morte in età pediatrica e non sono diverse patologie quali: malaria, tifo, colera, difterite, febbre gialla,….
Descrizione del Progetto

L’idea del Progetto Chikuma è nata dall’analisi oggettiva dei bisogni locali. Il progetto articolato in diverse azioni, vede la riqualificazione di un centro di accoglienza, totalmente distrutto dalle recenti azioni belliche,  situato nell’altopiano interno del paese, il quale consta di una scuola primaria, di una biblioteca, di una palestra, servizi igienici , alloggi che ospiteranno gli insegnanti (che pur dipendendo dalla Diocesi saranno retribuiti dal Ministero dell’Educazione Angolano) e i bambini che provengono da zone lontane oltre ad una struttura in grado di accogliere i visitatori.  Oltre a ciò si sta procedendo con la ristrutturazione di un centro medico nel quale vengono già effettuate, da personale locale per il quale si organizzeranno corsi di formazione specifici alle casistiche maggiormente osservate, prestazioni quali  visite di routine e di prima emergenza, assistenza al parto, assistenza neonatale, profilassi vaccinazioni, esami di laboratorio per diagnosi di malaria, elmintiasi, ecc.. 

Nello specifico il progetto si sostanzia in 4 azioni fondamentali:

* AZIONE 1: Riabilitazione del centro di accoglienza
* Ristrutturazione della struttura scolastica;
* Ripristino della struttura adibita ad alloggio per gli insegnanti;
* Ristrutturazione della casa alloggio per i bambini;
* AZIONE 2: Completamento della struttura sanitaria
* Completamento del Centro Medico;
* Percorso formativo rivolto al personale sanitario ed alle levatrici dei villaggi della Missione di Chikuma;
* Allestimento di un laboratorio ortopedico e protesico;
* AZIONE 3: Riqualificazione agraria
* Riqualificazione agraria dei villaggi della Missionedi Chikuma;
* Creazione di un sistema economico sostenibile;
* AZIONE 4:organizzazione di Campi di Lavoro nell’ambito del Servizio Civile Internazionale;

Al termine dei lavori, la Missione di Chikuma potrà essere così dotata di una struttura in grado di servire un bacino di utenza costituito da circa 40.000 persone, costruita con mattoni prodotti in loco con la terra grazie ad una macchina (Hidraform Blockmaking Machine) che consente di abbattere notevolmente i costi di acquisto  e trasporto. Tale struttura avrà lo scopo fondamentale di assistere le fasce più disagiate, garantire il diritto alla salute e all’istruzione dei bambini in particolar modo che vivono nei villaggi della Missione di Chikuma molti dei quali orfani e reduci da una guerra che ne ha minato l’integrità psicologica oltre quella  fisica. Molti ragazzi sono stati arruolati nelle file militari come bambini soldato subendo violenze, soprusi e mutilazioni causa le mine ancora presenti a livello del territorio. L’handicap causato da mine, rappresentato dalla mutilazione di arti e devastazione dei corpi a vari livelli, è stato inoltre aggravato dall’isolamento ed emarginazione in cui questi bambini si sono ritrovati. Tale intervento vedrà nel futuro immediato uno studio relativo alla possibilità di poter realizzare in loco un laboratorio protesico con personale adeguatamente preparato finalizzato alla restituzione, attraverso arti artificiali, delle capacità motorie di coloro che sono stati vittima dell’esplosione di mine. E’ in tale ottica che la Consulta intende operare curando l’aspetto sociale assieme a quello fisico in modo tale da consentire ai bambini ed adolescenti di essere artefici di un futuro positivo


Obiettivi

* favorire la partecipazione attiva delle comunità locali nella realizzazione del progetto.
* aumentare il numero delle iscrizioni scolastiche fino della popolazione in età scolare, con particolare attenzione al problema della scolarizzazione delle bambine;
* migliorare la qualità dell’istruzione;
* mettere a disposizione degli adolescenti che non frequentano le scuole nuove opportunità di apprendimento.
* diminuire il tasso elevato di analfabetismo e garantire l’alfabetizzazione primaria;
* educare l'infanzia alla vita, sia dei bambini coinvolti nella guerra che di quanti non hanno vissuto questa tragica esperienza;
* inserimento sociale dei ragazzi/e nel mondo del lavoro;
* garantire la formazione di insegnanti e personale sanitario presente in loco comprese le levatrici;
* garantire assistenza sanitaria pediatrica e generale;
* diminuire il tasso di mortalità in età pediatrica;
* incentivare la coltura locale con tecniche agrarie consone in modo tale da garantire sviluppo e autosotenibilità;

 


Monitoraggio: Il Progetto sarà costantemente monitorato dai partners locali e dai volontari della Consulta di Volontariato di Protezione Civile Provincia di Modena, attraverso viaggi di verifica, contatti telefonici e l’invio di rendicontazione periodica.

Beneficiari:

* 600 bambini presenti nella Missione Cattolica della Madonna della Purificazione – Missione di Chikuma
* 40.000 persone che vivono nella Missione Cattolica della Madonna della Purificazione – Missione di Chikuma


Durata del Progetto: Cinque anni


Per contribuire allo sviluppo del progetto:

Consulta del Volontariato di Protezione Civile della Provincia di Modena-Progetto Chikuma

C/c bancario: IBAN IT60J0538712904000001692653

Banca Popolare dell’Emilia Romagna – Agenzia 4 - Modena